VANIGLIA E LEGNO VERDE

Eh sì, è proprio estate. Nemmeno estate estate, ma quel bordo di primavera sfacciata.
In momenti così tendi l'orecchio e senti nettamente il rumore di macina della terra, e ti convinci in modo inequivocabile che il resto del mondo ha sedici anni.
Cominciano a sfolgorare proprio ora, in stagioni così smaglianti e imparzialmente azzurre, gli altri. Quelli nuovi di zecca. Ragazze a fiori, ragazze soavi coi riccioli sulla nuca, gli ombelichi rotondi, i malleoli puntuti, l'odore di vaniglia e legno verde.
Ragazzi aspri e vellutati, crudi d'adolescenza, d'energie recenti, meravigliose e poco calibrate.
Muovono smemoratezza, nell'aria. Talvolta agitano persino i fogli dei nostri vecchi album, i copioni dove sono catalogate minutamente mosse, intenzioni, sceneggiature. Una striscia di fianchi che s'intravvede, la linea d'una spalla, uno zigomo fanno giustizia di qualsiasi tesi.


5 Comments:
Ancora, dentro di noi, un tempo impossibile da riconoscere. Ancora un tempo delle molte parole. Un tempo dell'accadere. Quando il buio è condannato a svelare la luce. E fingiamo di ricordare. E ci spartiamo il dolore come se fosse un bottino. Il destino del frutto proibito... (ilcolonnello)
E il ritmo
Il ritmo
Respiro
Pelle
Vita
Respiro
Pelle
Vita
E-vi-ta-re vista spalle scoperte, per eccesso di seduzione intrinseca a frammento pelle di linea di spalla.....
che tu sia il miglio
che tu gruma nei campi
io, oh,
io ti sento primavera
e audace la spiga
che ti si annida
l'avverto
nei vestiti che non indossi
(ilfolletto)
Nelle spiagge non so mai decidere, se è linea fresca di frassino in forma di violino, o fianco nudo di ragazzo rivolto al mare.
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