TACITO A MIAMI

Allora, non so quale malvagia congiuntura astrale mi costringe a farlo, ma una persona che odio m'ha regalato un Ellroy (American Tabloid), e con la forza dell'odio mi ci sono addentrata come se fosse il bosco di Pier delle Vigne e potessi pure dialogarci, con quell'anima stecchita.
E procedo anche se mi sembra, a volte, di avere la bocca piena di fango, e spesso non mi ricordo la trama, e fatico a seguire i personaggi, che sono come le facce multiple di Freddy Krueger, tutti in polivinile impastato col cianuro.
Credo che Ellroy sia un pazzo pericoloso, ma certe volte è un Tacito strafatto di acidi che scrive di quell'America a stelle strisce e vomito, l'America lercia e ovale che ha perso l'innocenza così presto da poter dire di non averla mai avuta, ma conservandone un mito così tenace e feroce da mettere terrore.
Non so se capirò nulla di quell'intrigo a molti livelli, non ripasso mai le trame - come nella vita, lascio che siano loro a trapassare, o bypassare me - e comunque non ha importanza, bevo sorsate rapide e leggermente colpevoli di quel brodo di cocacola calda e sangue fresco, e a volte m'inchiodo davanti a cose come "Miami era come un enorme, lucente candeggio".
Dice Ellroy nella prima pagina: "E' tempo di abbracciare la storia di alcuni uomini malvagi e del prezzo da loro pagato per definire in segreto il loro tempo".
E' tempo di cercare quella "verisimiglianza senza scrupoli" che taglia come i rasoi.
Non c'è nulla di vero, in quelle pagine. A parte il mondo.
Non so se è una lettura adatta ai tempi. Non so se sono le letture, a fare i tempi. Non so se sono i tempi, a fare le letture. (non so se sono le letture e i tempi, a fare davvero noi)
Forse domani mi compro Harry Potter.


8 Comments:
Io un giorno, prima o poi, ti scongiurerò di scrivere, di riuscire a scrivere, un post che NON contenga la parola "sangue". E quel giorno brinderemo, sì, brinderemo insieme.
mi è sembrato di vedere il fantasma di un Player, qui sopra.
La risposta é:
non c'è nessun tempo
non c'è nessuna lettura
non ci siamo neppure noi
se non per breve distrazione
Allora,
Herr Effe, come vede, basta nominare il sangue per vedere i fantasmi.
Quanto all'esserci, come Lei sa, è sempre peculato per distrazione. Passibile di pena. Talora passabile, ma bisogna essere molto sfortunati.
Player, brinderei volentieri con Lei, un'acqua al tamarindo, in un'ombra verde che sembrerà un bovindo o una milonga, a seconda (su seconda).
Il mio prossimo post sarà, dunque, al tamarindo (è una minaccia).
Ci fu un tempo in cui mi feci piacere a forza il tamarindo (rosso sangue, invero) in onor di quella canzone, s'immagini.....
Sì, è vero, sono fantasma di me stesso medesimo: ma su sta piattaforma mi piace continuare a commentar con la mia faccina blu rivolta verso le parole del commento
Si consoli, Player (pure se i fantasmi sono per definizioni inconsolabili)(così come per definizione sono "apparizioni", sembianze che sembrano, incessantemente): siamo tutti tamarindi di noi stessi. Qualcuno anche di più.
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Si, probabilmente lo e
quello che stavo cercando, grazie
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