A REBOURS

E' un fantasma inverso,
una sparizione che soppianta un'apparizione, o una bisparizione che soverchia un'apparizione (una sulle orme dell'altra, a cancellarle: un inseguimento all'incontrario, una cognizione che ingoia l'agnizione, Beep Beep che tallona Vilcoyote, Achille che suda dietro la tartaruga),
basta evocarlo e lui sparisce
ma senza di lui non si dà testo
né vis-conte dimezzato né barone arrampicato
piuttosto un cavaliere inesistente: sotto le parole, niente.
E' testimone di tutto
e ti condanna
sebbene per definizione
sia cieco e sordo e muto
ma è a lui
che tocca definire
l'esatto effetto (aggetto, affetto)
della tua azione
quanto sia il quadro
e quanto la sua imitazione
Bisogna sempre tenerne conto
e spesso con te non torna
Ma in fin dei conti
non si può farne a meno
né tardi né presto
E' lui: il contesto
(tutto questo per rinviarvi a questo con-testo, che qui non è riproducibile, poiché qui c'è il testo: il discorso signorafranca, che non può stare in luogo del discorso sulla signorafranca).


21 Comments:
Sì ma io dov’ero andato
Tutto mi sarei guardato
E ne avrei scritto anche meglio di così
contesto il contesto
(ovvero contesto al quadrato, o contesto il quadrato, adesso faccio un po' d'ordine)
SignoraF., quand'è che confesserà ad Herr Effe, che la corteggia, la sua eleganza di zebra ed il suo essere di frontiera, una verde frontiera??
Herr Effe, se contesta il contesto non fa testo, e se contesta il quadrato sarà accerchiato.
Mr. Player, qui noi non la facciamo così milonga. Anche perché sempre arriva un dio: descansate niño, che Cont-inuo io...
mmmm, la temperatura sale, il contesto rischia di tostare. Unsu
Per intanto il quadro è bellissimo.
Lizaveta
E' un contesto tosto, infatti, Unsu: un contosto.
Grazie Lizaveta: anche io preferisco i quadri alle cornici. Eccetto quelle concentriche.
uff questo contesto che non quadra
E' il contesto il contorno di un testo, il bordo entro il quale ciò che non si contiene si pensa esistere
Bleu non mi provocare che attacco con la solita solfa di Lotman e il confine della semiosfera :)
in effetti la corteggio
con un ritmo di carteggio;
poi carteggio della cornice il legno,
parole abrasive che lasciano il segno
ma sulla tela, invero, tinteggio
(imbianchino e non pittore, distonia e non solfeggio)
I bordi, cara bleusouris, non esistono (e qui ci vuole un post, per contenere i bordi). Ma il pensarcisi dentro sì.
Unsu, oggi sei d'umore semiotico e semiselvatico.
Herr Effe, non c'inganna con le tinte: non siamo tonti. Il carteggio - o il solfeggio - che sciorina qui è un motteggio. Quel che dice, veramente, non la tela, ma lo cela la cornice.
E se tutto fosse un bordo, un filo teso, al limite del quale sospendersi...?
Di più, bleu: è una treccia, una fune, il cui capo è annodato laggiù in alto.
mat-ciauuuuuu... sono il clown-scrittore... quello della linea blu... che gioia ritrovarti, per caso, qui... ah senti... fai un salto sul mio blog www.sproloquiquiquiqui.splinder.it... e... può anche esserci una terza possibilità... clown vero e scrittore vero...
rettifica... www.sproloquiquiquiqui.splinder.com
mat-ciauuuu
Signora sempre Franca, stai usando la fune per tarzaneggiare tra i blog e trascuri il tuo. Unsu :)
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