POST MORTEM

C'è un vezzo necrofilo, nell'aprire un post già morto e scrivere un commento: come lanciare un sasso nel vuoto, un'eco contro il ghiacciaio. Ogni tanto tornare, vederlo lì, accodato e seppellito, muto per sempre.
Obbediente, però, alla sua natura di testo: testimone, pietra miliare, codice e chiave.
La questione è biologica e morale. Certamente metafisica. Quando muore un post?
Guardatevi attorno; è pieno di post in agonia. Sono nati stamattina e sono già pallidi, con le occhiaie, le unghie viola. Domani saranno carne morta, forse già stasera.
Aveva così tanto da dire... e invece è morto.
Sono macchine micidiali, i blog, macchine di morte: ogni post uccide il precedente e ne occupa la nicchia ecologica. Beve la sua acqua, si tiene le sue mogli, usa le sue selci scheggiate. Sono profondamente umani, i blog.


15 Comments:
Un caffè dolceamaro, così per cominciare la giornata...
Signora Franca, il suo humor è...sepolcrale. Non è che si sente foscoliana oggi?
... e già..dedicato da Foscolo al blog:
"Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
Questo reo tempo, e iran con lui le torme
Delle cure, onde meco egli si strugge;
E mentr’io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge."
A me, più che lo spirto guerrier, rugge vedere quelle due barette, messe lì, con eleganza, dalla signora Franca...
Ognuno ci legga quel che vòle...
Ma no, il post non muore,si sedimenta, si stratifica ed è possibile rileggerlo ritornando al tempo del suo concepimento. Il post cresce con noi, e quello dopo è la somma di quello precedente più qualcosa. Quell'invisibile sostanza che gli dà il respiro, il nostro.
La mia considerazione è fondata su dati statistici: mi è successo di leggere un commento nuovo a vecchi post solo tre o quattro volte. Se non muore, il vecchio post soffre come i vecchi umani; soli, di solito. Qualche tempo fa, per sentirmi meno colpevole di abbandono, ho aggiunto un commento al tuo primo post, Signora sempre Franca. Unsu
Il mio orizzonte è riuscire a scrivere post che appaiano vecchi già da subito, già da prima. Vecchi alla nascita, come cifra morale e stilistica, insieme. E insieme il tutto sta nel contenuto del post. Poiché il "postare" si porta nel nome un "dopo" (o un "dopare"?) ciò vuol dure che quando si scirve tutto è già successo, tutto "già si è compiuto". Ci fu, l'anno passatto, un gran dibattitone sullo "scrivere l'immediato". Lo evitai. Qui scriviamo sempre il "dopo" illudendoci di scrivere il "durante", se non il Futuro. Magari, riuscissi a scrivere sempre dei post vecchi come cristalli: più li guardi più ti accorgi che il tuo commento starebbe come un'impronta digitale sul cristallo; dopo un po' le impronte sono così tante che il cristallo è opaco (per una teoria non collaborativista della scrittura nei blog). Ovviamente sono disposto a sostenere anche il contrario di tutto quel che ho affermato in questo scintillante commento della domenica mattina.
... e le impronte digitali portano inevitabilmente ad una agnizione...
n'est pas...mon cher menteur?
Uh, com'è complicato lasciare un commento qui! La mia insipienza in HTML mi impedisce di fare una cosa che salverebbe i post dalla morte e i commentatori dalla necrofilia. Certi blog ce l'hanno, questa protesi, questa cannula respiratoria, questo periscopio scritturale che, come un Verne de noantri, mette in comunicazione il capitano Nemo con ventimila leghe sopra il mare. E' quello spazio dove sta scritto: Ultimi commenti.
caracaterina
Trovo molto utile la funzione Ultimi Commenti, a dire la verità l'ho notata solo ora sul mio blog dopo aver letto Caracate (grazie) (thewreck)
Postare un post vecchio che, magari, non invecchi potrebbe essere una soluzione molto pratica...
il post non è vecchio.
E anziano.
Si dice così, è politicamente corretto.
Oggi il post anziano ha un ruolo sociale, ci sono strutture apposite per coinvolgerlo e non farlo sentire solo, può perfino frequentare l'università della terza età geologica.
Adotta un post anziano a distanza; a te costa poco, per lui vuol dire molto.
(ma le parole non sono tutto ciò che abbiamo, non sono tutto quello che di noi resterà in eterno, o in subordine almeno fino a domani?)
Oh, il dibattito sulla terza età del post (infanzia-adolescenza-eternità) vedo che coinvolge. E come non potrebbe, visto che riguarda il senso stesso di questo post-o. E allora facciamo una bella cosa, strutturalmente ardita ai limiti della scorrettezza: posterò il mio commento ai commenti nel prossimo post.
Da me i post godono tutti di una vitalità prodigiosa*. Non so come sia possibile - sarà l'aria...
che buffo ho cancellato la nota e ho lasciato l'asterisco :)
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